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DOPO LA CALOROSA ACCOGLIENZA A VENEZIA, APPRODA NELLE SALE "GOOD MORNING AMAN"

Un altro film italiano presentato all’ultimo Festival di Venezia, nella Settimana Internazionale della Critica,  e accolto calorosamente, è ora nelle sale. Si tratta dell’interessante e coinvolgente “Good Morning Aman” di Claudio Noce, ambientato in una Roma multietnica che fa da sfondo a una storia che scava nelle vite di un giovane somalo, che sogna di vendere auto mentre è costretto a fare le pulizie nella concessionaria, e di un ex pugile segnato dal dolore più che dai pugni presi sul ring.

Un film indipendente, prodotto da Dodo Fiori per Dna Cinematografica – produttori esecutivi Linda Vianello e Angelo Russo Russelli -, in collaborazione con Rai Cinema, interpretato e coprodotto da Valerio Mastandrea, con Said Sabrie e Anita Caprioli. Distribuito da Cinecittà-Luce, freschi di fusione, in 30 copie, a Roma al Quattro Fontane, Eden, Tibur.

Narra la storia di un incontro inevitabile. “Quello di due anime in pena, una tesa a dare un senso alla propria esistenza, l’altra a chiudere i conti con il passato per poter riprendere a vivere. Entrambi dunque viaggiano nella stessa direzione, in cerca di un evento dirompente in grado di scuotere un presente ripetitivo e senza sbocchi. Ma la loro amicizia non è priva di sofferenza, si dipana infatti attraverso una serie di scontri verbali e fisici che rendono impossibile distinguere la personalità dominante da quella dominata. Intorno a loro figure di un universo non meno dolente: la famiglia di Aman (Said Sabrie), la ragazza vittima del fidanzato violento, l’ex moglie di Teodoro (Mastandrea), gli amici della palestra pugilistica. Roma è definitivamente una città aperta dove tutti sono stranieri accomunati dalla speranza di un futuro migliore”.

L’opera prima di Noce – che ha alle spalle una lunga serie di corti, documentari, clip e spot -  è stata ispirata da una realtà che ormai ci circonda.

“E’ stata la storia di un ragazzo nato a Mogadiscio ma cresciuto a Roma – dichiara -, perché si è trasferito quando aveva 4 anni, a colpirmi. Questa sua rabbia di raccontarsi e di raccontarmi come affrontare la vita in questo paese da cui non se ne voleva andare perché è il suo paese. Così ho conosciuti altri ragazzi, emigrati di seconda generazione, ed è nato il corto ‘Adil e Yusuf’, presentato a Venezia, e poi l’idea del lungometraggio”.

“Con Claudio ci conosciamo da parecchio – afferma Mastandrea -, da quando faceva l’assistente sul set de ‘L’odore della notte’, e poi l’ho seguito in tutti i suoi lavori. E’ vero avevo detto basta opere prima, ma Claudio è un amico e, soprattutto, perché non ho resistito a questa storia in cui il non integrato sono io, l’italiano. Non ho mai pensato di fare il produttore, perché è sempre più difficile, ma in questo caso i veri produttori sono altri. Il mio è stato soprattutto un apporto artistico, non ho messo dei soldi”.

“Ma, dopo aver visto registi piangere sul set – aggiunge - ci sono ricascato subito, visto che sapevo che Claudio ce l’avrebbe fatta. La spinta finale è stato il copione perché nonostante lo stereotipo non c’è retorica, ma qualcos’altro. Inoltre, è più sulla ‘disintegrazione’ che sull’integrazione. L’emarginazione e la solitudine il mio 40/45enne non la subisce ma la sceglie. E’ una riflessione sulle persone che attendono e che mi interesserebbe vedere al cinema”.

“E’ un vero romanzo di formazione – ribatte il regista -  in cui si mettono a confronto due umanità smarrite e alla ricerca della propria identità; uno sguardo sull’irreversibile processo multiculturale che sta cambiando la nostra società. Aman è un guerriero, che impugna una lancia affilata per trafiggere l’indifferenza. Si arma per scrollarsi di dosso le sue paure, le sue delusioni, le sue speranze. Il suo è un grido di aiuto che fa ad ogni singolo spettatore… e per questo ogni singolo spettatore amerà Aman!”

 Infatti, lo sguardo di Noce è lucido e impietoso, e al tempo stesso partecipe e commovente, sorretto da uno stile sorprendentemente maturo al punto da permettersi di citare apertamente Pasolini e persino Cassavetes.

José de Arcangelo

inserito il 13 novembre 2009
Said Sabrie (Aman) e Valerio Mastandrea
(Teodoro) in "Good Morning Aman"
Un primo piano di Anita Caprioli (Sara)
in "Good Morning Aman" di Claudio Noce
Un primissimo piano di Valerio Mastandrea
e del giovane protagonista Said Sabrie
Mastandrea e Sabrie in un'altra scena
Nel film Amin Nour č l'amico Said
Ancora Sabrie/Aman con alcuni amici
Said Sabrie e Valerio Mastandrea nel film