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PESARO, 25 - Inaugurata ufficialmente la 48a. Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro in tutte le sue sezioni. Per il 'Cinema Documentario oggi: L'Italia allo specchio' è stato presentato "Armando e la politica" di Chiara Malta - un viaggio attraverso l'ultimo decennio nella politica italiana - e per '50 anni dal Manifesto di Oberhausen', ovvero la nascita del Nuovo Cinema Tedesco dei vari Wenders, Fassbinder, Kluge, il primo programma di cortometraggi di autori come Peter Schamoni e Ferdinand Khitti, Raimond Ruhl e Werner Herzog che ha aperto le proiezioni in Piazza col surreale corto "Massnahmen Gegen Fanatiker", sorta di 'cinema dell'assurdo', anticipando l'anteprima del film tedesco contemporaneo "Barbara" di Christian Petzold, una toccante e amara riflessione sulla vita nell'ex DDR degli anni Ottanta.
Però è stato l'evento speciale, dedicato quest'anno a Nanni Moretti, ad offrire l'occasione di rivedere il suo primo lungometraggio "Io sono un autarchico" che, col senno di poi, si è rivelato una sorta di mockumentary ante litteram sui giovani degli anni Settanta. Sarà perché lo siamo stati anche noi, ma l'opera prima del Nanni - che avevamo visto allora in  anteprima a Monticelli Terme (Parma) - ci ha fatto riscoprire i nostri sogni e le nostre delusioni, le nostre aspettative e le nostre previsioni, anche amare, che l'Italia di oggi sembra aver cancellato per sempre e/o confermato in peggio. Una riflessione al di là dello schermo però provocata dal film stesso rivelandoci anche i nostri errori di (sotto)valutazione su progetti per un futuro a cui hanno (e forse abbiamo) impedito di avverarsi nel miglior modo possibile. Inoltre c'era già tutto il Moretti a venire, polemico e spietato, critico e autocritico, irascibile e deluso. Scusate se è poco.
Dall'altra parte "Barbara", invece, riflette sulle due Germanie lacerate e divise, sulle agognate fughe e sull'impossibilità di lasciare le proprie radici, la propria 'heimat' (i genitori del regista erano fuggiti all'ovest dove lui è cresciuto) anche quando non è più quella ideale, perché ci sono legami e sentimenti che non possiamo né vogliamo (riusciamo) spezzare. Anche perché non è mai detto che altrove troveremo la libertà, o la 'felicità' che desideriamo, sentimenti che è difficile godersi lontani da tutto e da tutti quelli tra cui siamo cresciuti, nel bene e nel male.
Il film, acclamato all'ultima Berlinale, uscirà nelle sale italiane nella prossima stagione distribuito dalla Bim Film.
Inaugurato, sempre ieri pomeriggio, anche il concorso Pesaro Nuovo Cinema col giapponese "Tokyo Playboy Club", scritto e diretto da Yosuke Okuda, già apprezzato e premiato per la sua precedente trilogia "Cemetery Youth". Ambientato nel mondo della malavita della capitale nipponica - e con uno stile che ricorda Tarantino -, il noir da terzo millennio ha come protagonista Katsutoshi che, dopo essersi messo seriamente nei guai al lavoro, trova rifugio nel locale notturno dell'amico Seiichi, il "Tokyo Playboy Club", appunto, nei bassifondi della città. Lì incontra Eriko, la ragazza di un cameriere, costretta a lavorare nel night dopo che il ragazzo ha tentato di rubare soldi al proprietario. E, quando Katsutoshi si azzuffa con un piccolo gangster del quartiere picchiandolo a sangue, la situazione per lui e per i suoi amici si fa sempre più grave e imprevedibile.
E già domani ci saranno i primi incontri con gli autori e le altre proposte disseminate anche in città, tra mostre ed eventi.
José de Arcangelo

 

PESARO 48. MORETTI CI RIPORTA NELL'ITALIA DEGLI ANNI SETTANTA E LA SUA OPERA PRIMA DIVENTA UNA SORTA DI MOCKUMENTARY ANTE LITTERAM

PESARO, 25 - Inaugurata ufficialmente la 48a. Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro in tutte le sue sezioni. Per il 'Cinema Documentario oggi: L'Italia allo specchio' è stato presentato "Armando e la politica" di Chiara Malta - un viaggio attraverso l'ultimo decennio nella politica italiana - e per '50 anni dal Manifesto di Oberhausen', ovvero la nascita del Nuovo Cinema Tedesco dei vari Wenders, Fassbinder, Kluge, il primo programma di cortometraggi di autori come Peter Schamoni e Ferdinand Khitti, Raimond Ruhl e Werner Herzog che ha aperto le proiezioni in Piazza col surreale corto "Massnahmen Gegen Fanatiker", sorta di 'cinema dell'assurdo', anticipando l'anteprima del film tedesco contemporaneo "Barbara" di Christian Petzold, una toccante e amara riflessione sulla vita nell'ex DDR degli anni Ottanta.

Però è stato l'evento speciale, dedicato quest'anno a Nanni Moretti, ad offrire l'occasione di rivedere il suo primo lungometraggio "Io sono un autarchico" che, col senno di poi, si è rivelato una sorta di mockumentary ante litteram sui giovani degli anni Settanta. Sarà perché lo siamo stati anche noi, ma l'opera prima del Nanni - che avevamo visto allora in  anteprima a Monticelli Terme (Parma) - ci ha fatto riscoprire i nostri sogni e le nostre delusioni, le nostre aspettative e le nostre previsioni, anche amare, che l'Italia di oggi sembra aver cancellato per sempre e/o confermato in peggio. Una riflessione al di là dello schermo però provocata dal film stesso rivelandoci anche i nostri errori di (sotto)valutazione su progetti per un futuro a cui hanno (e forse abbiamo) impedito di avverarsi nel miglior modo possibile. Inoltre c'era già tutto il Moretti a venire, polemico e spietato, critico e autocritico, irascibile e deluso. Scusate se è poco.

Dall'altra parte "Barbara", invece, riflette sulle due Germanie lacerate e divise, sulle agognate fughe e sull'impossibilità di lasciare le proprie radici, la propria 'heimat' (i genitori del regista erano fuggiti all'ovest dove lui è cresciuto) anche quando non è più quella ideale, perché ci sono legami e sentimenti che non possiamo né vogliamo (riusciamo) spezzare. Anche perché non è mai detto che altrove troveremo la libertà, o la 'felicità' che desideriamo, sentimenti che è difficile godersi lontani da tutto e da tutti quelli tra cui siamo cresciuti, nel bene e nel male.

Il film, acclamato all'ultima Berlinale, uscirà nelle sale italiane nella prossima stagione distribuito dalla Bim Film.

Inaugurato, sempre ieri pomeriggio, anche il concorso Pesaro Nuovo Cinema col giapponese "Tokyo Playboy Club", scritto e diretto da Yosuke Okuda, già apprezzato e premiato per la sua precedente trilogia "Cemetery Youth". Ambientato nel mondo della malavita della capitale nipponica - e con uno stile che ricorda Tarantino -, il noir da terzo millennio ha come protagonista Katsutoshi che, dopo essersi messo seriamente nei guai al lavoro, trova rifugio nel locale notturno dell'amico Seiichi, il "Tokyo Playboy Club", appunto, nei bassifondi della città. Lì incontra Eriko, la ragazza di un cameriere, costretta a lavorare nel night dopo che il ragazzo ha tentato di rubare soldi al proprietario. E, quando Katsutoshi si azzuffa con un piccolo gangster del quartiere picchiandolo a sangue, la situazione per lui e per i suoi amici si fa sempre più grave e imprevedibile.

E già domani ci saranno i primi incontri con gli autori e le altre proposte disseminate anche in città, tra mostre ed eventi.

José de Arcangelo

 

 

inserito il 26 giugno 2012
Una scena del lungometraggio "Barbara" di
Christian Petzold, presentato in anteprima
Il regista tedesco al lavoro sul set